ARTIGIANATO

LA VIA DELLA CERAMICA IN UMBRIA :DA GUBBIO A GUALDO TADINO

  • Lungo il centro di Gubbio si incontrano una serie di botteghe artistiche tra via dei Consoli e via XX settembre e le strade di accesso alla piazza Grande,ove è possibile visitare il Museo Civico.
  • All’interno si posso vedere una collezione di maioliche arcaiche (XIV sec.), manufatti del XIX sec. passando per il lustro rosso e dorato di Mastro Giorgio (XVI sec.) e il vasellame farmaceutico, tra cui originali duomi d'alambicco in terracotta rossa.
  • Un particolare spiritoso sulla natura degli eugubini e la loro arte vasaia alla corsa dei ceri è al momento dell'alzata ogni Capodieci lancia la brocca di ceramica eugubina in mezzo alla folla, mentre i presenti si contendono i frammenti della brocca stessa.
  • Per un break gusta una specialità della zona: pasta stesa e spianata a mano e condita con ottimo tartufo bianco!

 

  •  Gran parte degli opifci sono situati nelle zone periferiche del paese. Partendo da Gualdo Tadino, attraversando San Marco,Torre dei Calzolari e Branca.
  • Nel centro qualche negozio prima di entrare nella Rocca Flea e nel Museo Civico,per rivivere l’entusiasmante storia della ceramica Gualdese.
  • Il protagonista della tecnica a lustro è la Muffola.
  • Alcuni esemplari tuttora sono visibili nei locali dell'ex-convento di San Francesco,in via delle Fornaci e in Via Discepoli.
  • Ultima sosta da fare è alla chiesa della Madonna del Piano situata lungo la statale Flaminia,per uscire da Gualdo in direzione Nocera; nella quale si possono osservare ventisei piastrelle riverberate rosso rubino,di cui quattro esemplari sono custoditi al Museo del Louvre.

 

LE VIE DELLA CERAMICA IN UMBRIA: DA ORVIETO A DERUTA

  • Per comodità partendo da Orvieto,passando per il centro storico dove sono situati la maggior parte dei negozi di ceramica , da via cavour svoltando per via del Duomo; Nella città della Rupe i colori e i decori della ceramica orvietana hanno origini  lontane con cenno al vasellame metallico longobardo e franco.

  • Sarà d’aiuto per la scelta di un pensierino del posto la visita che si può fare al Museo delle Maioliche Medievali e Rinascimentali dove si può ammirare il  grande forno all'interno.

  • Per una sosta golosa puoi gustare pasta tirata a mano, la palomba alla leccarda, caratteristica di questa zona, la cacciagione e il tartufo.

  • Procedendo per la SS48 puoi osservare il meraviglioso lago di Corbara: E45 fino  a Deruta puoi visitare un opificio a cielo aperto.

     

  • Deruta il luogo giusto per sperimentare l'esperienza di "bottega" e diventare "apprendista ceramista" anche solo per un giorno: lavorare con il tornio o con l'argilla e guardare  le idee prendere forma è veramente appagante.
  • Non puoi non fare una visita alla Fondazione Moretti e vicino  Museo regionale della Ceramica, contenitore di tesori come il pavimento della Chiesa di San Francesco o le mattonelle votive del vicino Santuario della Madonna dei Bagni.

 

  • Dai tempi antichi l’autonomia di materie prime per la realizzazione di ceramica ha fatto diventare Gualdo Tadino un importante centro artistico.
  • All’incirca tra il cinquecento e il seicento si avvia produzione ceramica rifinita con la tecnica del lustro ovvero l'applicazione sul pezzo già finito degli straordinari riverberi oro e rubino, ottenuti durante una terza cottura con fumo di ginestra.
  • Nel corso del XVII secolo i ceramisti gualdesi producono anche fuori patria, come Antonio e Lorenzo Pignani attivi in Roma.
  • Nella seconda metà dell’ottocento c’è il momento di svolta con l’incremento della tecnica dei lustri metallici oro e rubino ad opera di Paolo Rubboli , una creazione di maioliche artistiche di altissima qualità che inciderà positivamente sul futuro della città.
  • Normalmente su fondo blu,uniti a  scene o soggetti classicheggianti, patinate  con oro e rubino all'interno dei tradizionali forni dette "Muffole", narrati ne "I tre libri del vasaio" di Cipriano Piccolpasso.

  • E’ situato lungo la via principale ai piedi del borgo di Deruta,dove si riuniscono da sempre una gran porzione delle botteghe artigiane interessate alla produzione di ceramiche artistiche. Il piccolo museo con la sua significativa collezione di ceramiche artistiche simboleggia la meta di un percorso di visita che inizia proprio dalla fabbrica.
  • Il museo inaugurato nel 2002 è collocato all'ultimo piano della fabbrica e mostra oltre 500 pezzi che ne hanno contrassegnato la produzione, a partire dagli esemplari ottocenteschi fino alle forme costruite negli anni 60 del Novecento.
  • L’estesa collezione di famiglia racconta gli originali e le repliche eseguite dagli artisti che frequentarono la fabbrica. Una parte è dedicata alle figure di Alpinolo Magnini e Ubaldo Grazia, esperti che nel corso degli anni 20 del Novecento ritrassero i piatti da pompa a "lustro".
  • La crescita dell’attività dei vasai derutesi e l’espansione dei loro commerci è stata rappresentata da una splendida posizione geografica di Deruta e dalla facile reperibilità dell’argilla nelle colline vicine. La ceramica derutese ha formato in alcuni secoli una monoeconomia per il paese.
  • La "Maiolica Arcaica": ceramica rivestita da una coperta vetrificata con decori in verde/rame o bruno di manganese e modellata al tornio in unica soluzione.
  • I decori avevano innanzitutto motiv geometrici e floreali.Dal 400 in poi i decori erano iconografici. si passa dalla funzione d'uso a quella decorativa, come nel caso dei piatti da pompa. Nuovi ornamenti vengono crittografati .
  • Dalla seconda metà del Quattrocento due fenomeni coinvolgono Deruta: la consistente immigrazione di vasai e lo stretto rapporto i maggiori esponenti della pittura umbra;l'offerta di Deruta si designa ai mercati tanto ricchi che popolari. Nuove figure si inseriscono agli originari nuclei dando vita ad uno splendore artistico e commerciale senza precedenti.
  • La ceramica di Orvieto ha un passato millenario: è nata parallelamente primi insediamenti umani.
  • Nel periodo etrusco ha attraversato un momento rilevante con la produzione dei buccheri (ceramica nera lucida e raffinata)
  • La maiolica arcaica orvietana nel medioevo divenne un “modello" per altri centri produttivi italiani.
  • Attualmente è possibile vedere facendo una passeggiata tra gli scavi i maggiori centri della produzione di Orvieto: la quattrocentesca fornace nelle vicinanze del Pozzo della Cava o il vicino opificio che rimase funzionate sino alla metà del Cinquecento.
  • La riscoperta della maiolica arcaica favori la rielaborazione di forme e decorazioni antiche, coordinate alla nuova produzione artigianale locale riafferrando i motivi di un tempo.
  • Le tessere dei mosaici della splendida facciata del medievale Duomo di Orvieto siano di produzione locale.
  • La stima della tradizione ceramica di Gubbio è legata al grande ceramista Giorgio Andreoli  con l’arte di applicare il lustro il quale rese famosa la ceramica eugubina:oro, argento, verde e soprattutto un bel rosso rubino di tonalità intensa.
  • Mastro Giorgio emanò questa tonalità di rosso differenziandola da quella di Deruta. Molti oggetti sono quelli che escono dalla  sua bottega.Verso il 1530 divenne predominante nella sua produzione.
  • In seguito a un lungo periodo di declino,nella seconda metà dell’Ottocento ci fu una ripresa della produzione della ceramica all’interno di un attività culturale che coinvolse
  • L’Umbria con lo scopo di riprendere la tradizione rinascimentale.
  • Nei primi del Novecento i ceramisti eugubini hanno avviato anche altre strade, come la lavorazione dei buccheri, lucidati e poi decorati a graffito o con smalti policromi e con oro oppure ceramiche di ispirazione medioevale in cui prevale il blu cobalto.

TESSUTI, PIZZI E RICAMI

Tradizionali lavorazioni tessili e delle decorazioni a ricamo nel territorio umbro

TESSUTI ,PIZZI E RICAMI
  • La lavorazione dei tessuti in Umbria è un'attività estesa accuratamente,con creazioni tipiche e modi di realizzazione diversi.E’possibile far ripercorrere l’avvio di queste attività al XII secolo in special modo la realizzazione delle tovaglie perugine famose per la particolarità delle tecniche utilizzate e dei motivi ornamentali.
  • Dall’inizio del periodo scorso il recupero di tali usanze  artigianali ha formato  di nuovo un elemento di eccellenza per la regione.
  • Muovendoti  tra piccoli e grandi centri dell'Umbria trovi molti laboratori artigianali in cui la produzione, solamente  manuale, si incentra  sull'uso di tecniche e macchinari antichi.
  • Tipici sono: La tessitura di Perugia con il tipico ricamo del Grifo che è segn della città o dei motivi geometrici rinascimentali; Città di Castello con tessuti a mano finemente lavorati e Montefalco; il ricamo su tulle di Panicale,  quello su tessuto, col tipico Punto Assisi che le clarisse d'Assisi  già praticavano nel Duecento.
  • La lavorazione del merletto a Orvieto conosce la sua produzione eccezionale con l'Ars Wetana nata nel 1907 pensata  dagli  aristocratici locali. Potrai  conoscere la solidità e la bellezza elegante di una produzione antica e attuale allo stesso tempo.
TELERIE E VETRATE ARTISTICHE AL CENTRO DI PERUGIA
  • Nel centro di Perugia ,nello spettro delle mura etrusche molti artigiani custodiscono e tramandano antiche tradizioni. Vicino Piazza Partigiani puoi conoscere lo Studio Moretti Caselli, Museo-laboratorio di vetrate artistiche ed entra in contatto con una delle più vecchie  famiglie di mastri vetrai d'Italia.Quest’ultimo si trova in un edificio quattrocentesco  appartenuto alla famiglia dei nobili Baglioni.
  • Francesco Moretti iniziò la sua attività nel 1859 e da allora la tradizione della lavorazione delle vetrate artistiche si è tramandata da padre in figlio.
  • Accedendo nel laboratorio puoi osservare le meravigliose opere su vetro e fai particolare attenzione agli strumenti, alcuni ancora in uso, progettati e fatti realizzare artigianalmente dallo stesso Moretti.
  • Procedendo per via Tiberio Bernardi, una traversa di via Innamorati: in pochi minuti vedrai la chiesa di San Francesco alle Donne, sede del Museo Atelier "Giuditta Brozzetti", famoso per la realizzazione di tele artistiche artigianali iniziato nei primi anni del ‘900.
  • I prodotti che vedrai all'interno del museo sono di uno splendore raro e di una bravura segnata da anni di lavoro ed esperienza. Un lavoro che ha portato molto merito all'atelier e ha permesso di recuperare la tecnica è stato il restauro di un telaio originale del XVII secolo: "Fiamma di Perugia”.
IL DISTRETTO DEL CASHMERE
  • Il fulcro del cashmere umbro vanta numerosi outlet e punti vendita, tutti attenti alla moda, alla tradizione e alla qualità del prodotto. Le realtà che hanno fatto del Cashmere uno dei fulcri produttivi sono diversi e sparsi per tutta la regione Da Castiglione del Lago a Solomeo, da Bastia Umbra a Terni passando per Perugia, Ripabianca e Torgiano.
  • I turisti inglesi, che amano  questo tessuto hanno soprannominato  la zona del Trasimeno "Cashmere Valley", considerando lo shopping da queste parti conciliando la visita della nostra Umbria, insieme ai tesori d'arte e alle bellezze naturali.
  • Puoi sia comprare  dei bellissimi capi negli outlet delle aziende produttive e, diversi casi, visitare i luoghi in cui il cashmere viene prodotto.
  • Per  unire allo shopping un momento culinario, nella zona del lago Trasimeno puoi gustare i piatti a base di pesce lacustre come la carpa, il persico, l'anguilla o la tinca.

 

MERLETTO DI ORVIETO
  • L'idea fu affermata dal Senatore Conte Eugenio Faina e compiuta dal figlio Claudio che diede un fondo per un lavoro semplice ma notevole che le donne potessero realizzare a domicilio così da avere un reddito personale.
  • Merletto unico nel suo natura, sia per la tecnica di lavorazione che per i disegni da cui provengono delle vere opere d'arte come centri e intarsi per abbigliamento e biancheria.
  • La tecnica di esecuzione è formata da più fasi realizzate anche da persone diverse, specializzate nelle varie parti di elaborazione.
  • Gli strumenti che non possono mancare sono uncinetto e filo di cotone sottilissimi: si realizza un disegno su carta e si  riporta su una tela a trama fitta,svolgendo l'ornato in base al disegno e si cuce sulla tela.
  • Ancora oggi la passione per le tradizione non si è affievolita  ma si è arricchita di  nuove e originali forme. Abili merlettaie partendo dai  vecchi disegni  hanno ideato  un percorso tutto individuale dove il sapere  antico si unisce in nuove creazioni con materiali  apparentemente lontani dall'uso tradizionale.
  • Pelli, maglie e tessuti originali  entrano  al massimo nel mondo della moda e dell'arredamento,il tutto rivolto ad una clientela raffinata e competente che sa ammirare il valore inestimabile di pezzi fatti a mano.

 

 

LABORATORIO E COLLEZIONE TESSILE TELA UMBRA
  • Ciò che distingue il Laboratorio Tela Umbra e i suoi prodotti è la costante ricerca di precisione e bellezza formale,accompagnata a filati di prima qualità tutto realizzato secondo le antiche tecniche dello spolinato, del quadruccio umbro e dell'occhio di pernice.
  • Tele di così alto valore non possono nascere da una produzione di serie: ognuna di esse è il profitto del sapere personale e dell'esperienza delle tessitrici, che assicurano una creazione artigianale di qualità unica di questo genere in Italia.
  • Visita il Laboratorio Tela Umbra ,ancora oggi situato nel palazzo storico Alberti Tomassini, nel cuore della città, vicino alla piazza principale;tutto funziona come agli inizi del secolo scorso, con lo scopo di custodire una produzione creata esclusivamente a mano.
ARTE ORAFA E VETRO
  • In Umbria la lavorazione dell'oro e del vetro ha radici molto remote. Oggi Perugia, Torgiano, Spoleto, Orvieto e Terni sono i centri più importanti di questa attività.
  • In queste città i maestri orafi hanno dato inizio a una nuova produzione, riutilizzando l'antica tecnica etrusca della granulazione, ovvero saldare micro granuli d'oro, opportunamente fusi, su di una lamina dello stesso materiale, poi sagomata secondo le linee che si vogliono dare al gioiello.
  • Se passi a Torgiano, troverai la diversità del colore delle prodotti locali, dovuta alla lavorazione tipica con oro di alto titolo. Se ti piace l'artigianato di qualità e vuoi scoprire prodotti unici , porgi la tua attenzione alla produzione locale del vetro.
  • Piegaro è il paese che vanta in Umbria la tradizione più antica, risalente al XIV secolo,è situato nel cammino della Strada dell'Olio Extravergine di Oliva DOP, una delle eccellenze enogastronomiche dell'Umbria.
  • Ti suggeriamo una visita nel piccolo borgo fortificato, lungo via Garibaldi, puoi osservare l'antica vetreria, che dal 2009 ospita il Museo del Vetro.
TIPOGRAFIA GRIFANI-DONATI

 

  • La tipografia, Grifani-Donati di Città di Castello nata nel 1799, è situata in Corso Cavour, unica tra le aziende arcaiche ad essere attualmente operativa è divenuta negli ultimi anni il fulcro di per il processo di valorizzazione culturale del valore tipografico a Città di Castello.
  • Gianni Ottaviani, attuale proprietario saprà appassionarvi  con la sua innata simpatia e cordialità nella visita al "suo" museo; vi illustrerà i diversi processi di stampa seguendo gli antichi metodi: la tipografia tradizionale, la litografia, la xilografia, le acqueforti e le incisioni, unendo  il lavoro grafico e quello didattico; alla  fine Gianni darà  ai visitatori i lavori realizzati durante la visita.

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    In corso Cavour , a pochi passi dalla Tipografia avrete l’occasione di acquistare i prodotti della gastronomia locale; primo fra tutti i tartufi e poi il "Mazzafegato". Buon appetito!!

     

 

I MAESTRI MOBILIERI
  • Se stai cercando pezzi unici dì antiquariato e mobili in legno sfrutta il tuo soggiorno in Umbria per provare la tradizione mobiliera. L'arte del legno ha una lunga e ricca storia,eseguita da mastri locali e itineranti che affermano in Umbria nuove tecniche e stili.
  • Nel mese di ottobre viene organizzata l’evento"Mostra del mobile", totalmente dedicata alla tradizione mobiliera e alle sue nuove declinazioni. La tradizione dell'arte lignea a Città di Castello è testimoniata fin dai tempi remoti.
  • La collezione di arredi donata nel 1912 dal mercante d'arte ed antiquario Elia Volpi, che puoi vedere visitando la Pinacoteca esposto nel cinquecentesco Palazzo Vitelli alla Cannoniera, ne dimostra la sua rara diversità.
  • La tradizione è stata conservata negli anni e, per tutelare la produzione e gli acquirenti, è stato da poco creato un marchio "Vero Mobile in Stile Altotiberino".